La riforma tributaria è necessaria per le aziende

L’APPELLO / L’Associazione imprese familiari appoggia il progetto del Governo che verrà discusso in Parlamento nei prossimi mesi – Martino Piccioli: «La successione è un momento delicato»

Giona Carcano

La successione, in ogni azienda familiare, è un momento delicato quanto importante. In ballo, infatti, c’è la continuità d’impresa, che non a caso viene definita «la terza dimensione della competitività». Ed è per questo motivo che l’Associazione aziende familiari (AIF) sostiene con forza il messaggio del Governo sulla riforma tributaria. Infatti, fra i quattro pilastri che fondano il documento, ce n’è uno che tocca da vicino queste realtà imprenditoriali e riguarda l’imposta di successione e donazione. L’intento dell’Esecutivo, come spiegato all’inizio della scorsa estate, è quello di avvicinare le aliquote ticinesi a quelle del resto della Svizzera. Ma non solo: si mira pure ad aggiornare il sistema fiscale alle nuove dimensioni delle famiglie. Tutto ciò, va da sé, per favorire le successioni aziendali. Nel dettaglio, sono previste: la riduzione dell’aliquota massima per i concubini e altre figure parentali per affinità dal 41% al 15,5%; la riduzione dell’aliquota massima della categoria dei non parenti dal 41% al 35%; l’introduzione di una norma specifica volta a sgravare, a determinate condizioni, l’imposta di successione e donazione nel caso dei trapassi aziendali; l’introduzione di una nuova quota esente di 10.000 franchi annui applicabile a ciascun beneficiario.

All’orizzonte molte successioni

La riforma, se approvata dal Parlamento, farà dunque felici moltissime imprese ticinesi. Si calcola, infatti, che nei prossimi 10 anni circa il 50% delle aziende familiari sarà confrontato con un passaggio generazionale, e dunque con un compito gravoso sotto ogni aspetto. «Come AIF salutiamo positivamente la proposta del Governo », sottolinea Martino Piccioli, presidente dell’associazione. «Si tratta di un passo avanti in direzione di quanto fatto da altri Cantoni. Il Ticino, se guardiamo il confronto intercantonale, è rimasto fermo al palo». La successione aziendale, come ricorda Piccioli, è un momento delicato «perché comporta diversi aspetti non solo monetari». Decidere se riprendere o meno un’attività dipende da molti fattori. E gli ostacoli, va da sé, non fanno altro che appesantire questo importante momento. «Le imprese familiari, nella stragrande maggioranza dei casi, sono realtà piccole», spiega ancora il presidente. «La successione generazionale è dunque complessa, perché magari a fronte di una valutazione elevata dell’azienda stessa non si hanno i soldi in banca per rilevarla. E quando si è costretti a rinunciare per motivi finanziari è sempre un peccato: si perdono know-how, esperienze, indotto». In una parola, si disperdono il sapere e le competenze costruiti magari in decenni di attività. Di conseguenza, aggiunge Piccioli, «la riforma è necessaria, e non solo per evitare che le imprese lascino il territorio».

Il nodo del moltiplicatore

Come visto, la riforma tributaria – attualmente in Commissione –, potrebbe arrivare in Parlamento in una delle due sessioni di novembre. Ma la strada non sembra in discesa. Infatti, se il pilastro riguardante le imprese non è contestato dai partiti, lo stesso non si può dire per altri punti. Come ad esempio il previsto innalzamento del moltiplicatore cantonale d’imposta. «Va bene dibattere sulle percentuali e sui singoli punti», chiosa Piccioli. «Ma non bisogna dimenticare che il progetto del Governo non può essere scorporato. È determinante che la riforma trovi maggioranze. Senza riforme fiscali il rischio è di perdere per strada imprese funzionanti con un valore aggiunto sul territorio »

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