Non si salva l’ambiente distruggendo le imprese!

Roche, Schindler, Swatch, Richemont, Kuehne + Nagel, Stadler Rail. Sono nomi in cui ci siamo tutti già imbattuti almeno una volta, ma cosa li accomuna? Si tratta di alcune imprese familiari svizzere, che figurano tra le 500 imprese familiari più grandi al mondo. Prima di diventare i colossi che sono oggi sono state delle semplici idee, trasformate in realtà da imprenditori coraggiosi, che hanno regalato alla Svizzera delle industrie sinonimo di eccellenza di cui andiamo fieri. Parte del loro successo è dovuta al nostro paese, che per anni ha saputo garantire le condizioni ideali alla creazione e allo sviluppo di imprese: stabilità, istituzioni affidabili, senso della responsabilità e del bene comune, fiscalità attrattiva, libertà economica e garanzia della proprietà. Oggi, tutto questo viene messo sconsideratamente a repentaglio dai Giovani socialisti, che con la loro iniziativa per il futuro intendono introdurre un’imposta federale del 50% su eredità e donazioni superiori a 50 milioni di franchi. A pagare le conseguenze di questa proposta sconsiderata non saranno solo quei 2’500 contribuenti con una fortuna superiore a 50 milioni di franchi, nei cui confronti sarà introdotta un’inaccettabile disparità di trattamento, ma soprattutto le imprese familiari, dalle eccellenze menzionate in precedenza alle realtà più piccole, che con impegno e dedizione potrebbero un giorno raggiungerle nella classifica delle più grandi imprese del mondo. Questo perché, contrariamente a quanto sembrano pensare i Giovani socialisti, il loro patrimonio è investito in fattori produttivi e non nascosto su conti bancari offshore. Ciò significa che non disponendo della liquidità necessaria a pagare la nuova imposta al momento della successione, queste imprese dovranno indebitarsi, essere vendute o, nella peggiore delle ipotesi, abbassare le serrande. Con loro se ne andranno non solo realtà radicate nel territorio che rappresentano la colonna portante dell’economia svizzera, ma anche innumerevoli posti di lavoro e con essi la stabilità di altrettante famiglie. Tutto questo non deve assolutamente accadere! Perciò, il prossimo 30 novembre votiamo un NO convinto all’iniziativa per il futuro e fermiamo il sabotaggio del nostro paese da parte dei Giovani socialisti!

Flavio Soresina, imprenditore, 2a generazione

Articolo apparso LaRegione il 13 novembre 2025

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